Hatha e Bhakti Yoga, oltre il maschile ed il femminile

soleluna2

La parola Yoga deriva dalla radice sanscrita -yuj che significa “unione, congiungere”, riportare armonia tra il corpo, la mente e l’anima, per unirci con amore al Divino. L’Hatha Yoga (ha=sole, tha=luna), lo stile di yoga più conosciuto in Occidente, sottolinea ulteriormente come lo scopo della pratica sia di ricreare equilibrio e unità tra l’energia maschile e l’energia femminile all’interno del nostro sistema corpo-psiche per accedere a più profonde e trasformative esperienze mistiche. In questo interessante articolo, il professor Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu) ci accompagna nella comprensione di come queste due energie possano essere comprese ed interiorizzate per rendere la pratica dello Yoga un’autentica possibilità di realizzazione spirituale.

Buona lettura!

Kishori Priya Devi Dasi

Lo scopo è la riscoperta di una propria completezza interiore, il risveglio alla propria matrice spirituale, divina, oltre ogni dualismo, oltre le temporanee connotazioni della personalità storica, con tutti i suoi soverchianti limiti e condizionamenti.       

I Maestri della Bhakti vaishnava ci insegnano a vederci non come uomini-donne, bianchi-neri e così via, ma in termini di entità spirituali.
L’individualità dell’essere è eterna, immutabile, mentre la personalità è in transito ed è costituita, come spiega Freud, dalla somma dei contenuti psichici con i quali l’individuo si identifica.
Le esperienze, le impressioni, i fatti e le circostanze esteriori modificano la personalità, ma non l’individualità.
La personalità storica, quella di cui possiamo raccontare in senso autobiografico, è sovente caratterizzata da uno squilibrio tra Logos ed Eros. Il Logos è ricerca di sapere, analisi, chiarezza, rigore, è la legge dell’intelletto, caratteristica prevalente del carattere maschile.
L’Eros è il principio di accoglienza, unione e collegamento, ed è la sfera emozionale associata alla femminilità.
In genere la persona tende a dare maggiore risalto all’uno o all’altro di questi aspetti (maschile e femminile), privilegiando solitamente quello che la rispecchia fisicamente.
Questa polarità tra il lato femminile e quello maschile è una delle principali che caratterizza l’essere umano. Lo squilibrio tra questi due poli genera senso di incompletezza e sofferenza.
Nel corso della storia le culture hanno in genere favorito maggiormente l’aspetto maschile rispetto a quello femminile.
Scambiando la forza fisica per forza morale, considerando la razionalità dell’intelletto superiore alla intuitività, sono stati assegnati agli uomini i  ruoli più importanti nella società.
Poiché non si è compreso che la personalità evoluta di ogni uomo e di ogni donna è il risultato di una sinergia e integrazione tra maschile e femminile, si è spesso venuto a creare un ordine statico, che produce dicotomie, involuzione e disarmonia.
In realtà nessuno è esclusivamente uomo o donna, perché nella personalità di ciascuno sono comprese caratteristiche maschili e femminili, in misura maggiore o minore a seconda dei residui karmici delle esperienze compiute in questa vita e nelle precedenti. Le forme mentis di ciò che siamo stati nelle vite passate permangono nelle nostre attuali tendenze, talenti, propensioni e difetti innati.
Lavorare alla integrazione della personalità è fondamentale per acquisire il meglio delle caratteristiche maschili e femminili, sviluppandole a prescindere dal genere a cui si appartiene. Lo scopo è ritrovare la propria completezza originaria.
In realtà, infatti, ciascuno di noi è un’essenza unica ed eterna (atman), caratterizzata da un’individualità completa in se stessa di natura puramente spirituale.
L’essere incarnato, pur essendo portatore di un corpo di genere femminile o maschile, non dovrebbe identificarsi né con il genere, né con altre caratteristiche psicofisiche, avendo coscienza che esse sono  temporanee ed esterne alla propria natura profonda e originaria; sono una maschera che si è formata a seguito delle esperienze compiute e delle tendenze acquisite.
Quando il soggetto è ben centrato in sé, i due emisferi celebrali – il destro deputato alle attività immaginative e il sinistro a quelle logico-razionali – lavorano in perfetta armonia secondo dinamiche benefiche e potenti che si attivano compensando eventuali deficit e squilibri karmici. Tutte le forze che il corpo mette in campo diventano allora forze di sviluppo verso il benessere olistico, e la persona diventa l’espressione migliore della salute ed auto-realizzazione.
Nell’iconografia sacra indovedica la figura di Dio viene rappresentata come la massima espressione di inconcepibile unità e perfetta sintesi tra elemento maschile e femminile.
Similmente, un essere umano pienamente realizzato è colui che riscopre questa unità divina in sé; secondo le parole di Lao-tse, è colui che “sa di essere maschile e si mantiene femminile”. 

Marco Ferrini (Matsyavatara Prabhu)

tratto da: www.matsyavatara.com

radha-krishna

 Nell’immagine: Radha e Krsna, la Coppia  Divina. Krsna è il principio maschile originale e Radharani il principio femminile originale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...